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La verità sull’accoglienza

31 Gennaio 2018 Esken_admin 0 Comments

Papa Francesco è tornato in questi giorni sulla necessità di aiutare le persone che “scappano dalla guerra e dalla fame”.

I Paesi sono chiamati ad accogliere ma, ha aggiunto Papa Francesco, “ogni Paese deve fare questo con la virtù del governo, che è la prudenza: accogliere tanti rifugiati quanti si può e quanti si può integrare, educare, dare lavoro”. Da un lato c’è la raccomandazione a dare aiuto a chi lo chiede, dall’altro c’è il richiamo a pensare alla parola “accoglienza” nella sua interezza. Lo sbarco è solo il primo passo, se dopo non c’è nulla, non si può parlare di vera accoglienza. Le parole del Papa non possono essere strumentalizzate.

Dal 2014 al 2017 sono sbarcati in Italia più di 623mila migranti, oltre 100mila ogni anno. Come se ogni anno fosse nato un nuovo capoluogo di provincia(parliamo però solo di prima accoglienza non di immigrazione definitiva). Nei primi cinque mesi del 2018 ne sono sbarcati invece appena 13mila, anche in relazione all’accordo dell’ex Ministro Minniti con le milizie libiche. Non si può parlare di alcuna invasione.

Nella prima fase di accoglienza, anni fa, infatti, la Grecia accolse gli sbarchi di oltre un milione di persone (rotta balcanica). Dopo la chiusura di questa rotta è ora rimasta l’Italia la principale destinazione degli sbarchi via mare. In Italia però le domande di protezione internazionale hanno un iter di circa due tre anni. E i migranti in questo periodo di fatto vengono ospitati, oltre che dalle strutture messe a disposizione dalle realtà locali, nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS). Pochissimo, quasi nulla è stato fatto invece per favorire l’integrazione e una reale accoglienza della persona. Sono falliti i progetti SPRAR e quello del 2015 dell’UE, praticamente non è mai nato.

E’ vero pure che negli ultimi tre anni Ungheria, Danimarca e Polonia non hanno accolto richiedenti asilo dall’Italia. La Bulgaria 10, l’Austria 43.
A fine anno scorso le persone in Italia con una forma di protezione internazionale erano 147mila, quelle ancora in attesa 180mila. Non sono cifre insostenibili, ma sono cifre malgestite, tanto più considerando la presenza effettiva in Italia di circa 600mila stranieri irregolari, senza permesso di soggiorno o con la richiesta d’asilo respinta. Sono persone comunque che NON abbiamo saputo accogliere e per le quali nessuno ha pensato un futuro.

Gli stranieri regolari oggi in Italia sono l’8 percento della popolazione, circa 5 milioni.
Gli stranieri extra europei in Austria sono invece il 9,9 percento della popolazione, l’8,5 percento in Francia, addirittura l’11,6 percento in Svezia. Siamo i primi quindi solo nella PRIMISSIMA accoglienza quella legata agli sbarchi ma nonostante le recenti “chiusure” altri Paesi hanno accolto definitivamente più di noi.

Nel 2017 abbiamo gestito 126mila richieste di protezione, un numero sovrapponibile a quello delle persone effettivamente sbarcate, ma il flusso migratorio non si ferma in Italia e così scopriamo che nel 2017 Austria, Svezia, Germania hanno ricevuto molte più richieste di protezione internazionale per milione di abitanti, rispetto all’Italia (2089 per mln).

L’Austria 2526 per milione di abitante, la Svezia 2220 per mln, la Germania 2402 per mln. Negli anni precedenti la Germania ne ha ricevute addirittura 700mila complessivamente (Fonti: Ministero degli Interni e Rapporto Fondazione Migrantes). Abbiamo fatto molto, tantissimo, non c’è dubbio. Possiamo però anche dire, cifre alla mano, che se per numero di persone sbarcate siamo davvero i primi, le cifre dell’ACCOGLIENZA definitiva dicono che tanti altri Paesi hanno fatto meglio. 

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