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Fiocco Azzurro su una storia a lieto fine

Giu 2017

I richiedenti asilo che arrivano da vari paesi dell’Africa sono
tanti. Tra questi, molti provengono dalla Nigeria. E, nel nostro
ppiccolo, già tre famiglie nigeriane sono passate da Eskenosen.
La prima è già da quasi un anno inserita in un progetto Sprar in una città del Sud. Dove per fortuna, grazie anche a una rete di
conoscenze che abbiamo là, ha potuto trovare un contesto br /> aaccogliente.
L’amicizia con loro, e poi la separazione repentina (una volta che
il ministero rende nota la destinazione si hanno a disposizione
pochi giorni per impacchettare tutto e trasferirsi) ci ha portato a
rriflettere sul fatto che forse il sistema così com’è funziona fino a un certo punto. È una catena di montaggio che però perde di vista le storie personali, le fatiche, i legami che si cominciano a costruire e che sarebbero risorse importanti, ma vengono subito spezzati.
Laddove ci fosse la possibilità e la disponibilità – e noi ce br /> ll’avremmo – sarebbe bello che le strutture di accoglienza temporanea per chi è in attesa di riconoscimento potessero diventare anche sedi Sprar: per dare continuità al lavoro fatto, per non dover ricominciare nuovamente da zero, per aprire un orizzonte che offra un minimo di prospettiva e stabilità a storie già così precarie e incerte nei loro esiti futuri….
Dopo la prima altre due famiglie sono arrivate. Per
necessità, sistemate in cohausing, con tutte le difficoltà del caso
cche non hanno tardato a manifestarsi: entrambe avevano bimbi, una delle due mamme ne attendeva un altro. Difficile conciliare orari, stili educativi, abitudini quotidiane… Alla fine, dopo diversi mesi, la decisione della Prefettura di spostare entrambe altrove, essendosi liberati due piccoli appartamenti nei dintorni di Como.
Ma spostarsi nello spazio non necessariamente allontana. E voltare una pagina non significa tagliare ogni legame. Almeno per noi. Che bella sorpresa, quindi, quando siamo stati avvisati della nascita del piccolo e soprattutto del suo nome: accanto al nome di famiglia, il nome di battesimo di uno dei nostri membri, che la famiglia sentiva particolarmente vicino.
Storie che si intrecciano, paesi e lingue che si congiungono nel
nnome di un bimbo con una bellissima pelle scura, nato a Como, da un papà e una mamma che ancora non parlano italiano. Forse un giorno sarà lui il loro maestro.
Se il destino è nel nome, speriamo che questo segno vivente sia
ll’inizio di un cammino di fratellanza nuova, di una cittadinanza aperta, di una vita che scorre più generosa delle nostre paure.

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